martedì 16 luglio 2013

Cosa farne dei suoi regali (dopo che ti ha lasciato)

"Se lui se n'è andato, perché il suo lurido accappatoio è ancora nel tuo bagno?"
Tra tutte le coppie che in cui mi sono imbattuta, se penso ai regali, non posso fare a meno di ricordare Claudio e Diana, una vera coppia "Cento volte buonanotte", cioè di quelle che non riescono a separarsi definitivamente, nonostante si lascino in continuazione.
  Lui, un grandissimo puttaniere (non esiste un sinonimo adatto), lei che impazziva nel cercare di beccarlo in flagranza; entrambi gelosissimi e innamorati l'uno dell'altra. Hanno cominciato a frequentarsi da ragazzi (15-16 anni Diana, quattro di più lui) e nelle varie ricorrenze si sono scambiati numerosi regali, uno in particolare ha avuto un destino ben travagliato.
  In occasione di un loro anniversario Claudio fece intagliare un espositore di foto da un falegname, una struttura semplice ed elegante; sistemò una ventina di foto in cui i due fidanzati erano insieme in abbracci, baci e momenti felici insieme e la regalò a Diana accompagnanodola con un mazzo di fiori. Un successone sulla destinataria e sulla sterminata platea di amici; le donne, soprattutto, erano state colpite dal fatto che lui si fosse premurato di disegnare personalmente l'oggetto e lo avesse fatto preparare per tempo, un pensiero davvero romantico.
  Ebbene, alla prima lite seria (erano a casa di lei) Diana prese la multi-cornice e la ruppe in testa a Claudio, mandandola in frantumi con una colonna sonora di vaff...... che nel palazzo ancora ricordano.
  Dopo qualche giorno fecero pace e Claudio, per farsi perdonare, si mise d'accordo con la madre della ragazza e, recuperati foto e pezzi, diede ordine al falegname di ricostruire ex novo l'espositore.
  Ancora una volta si sparse l'invidia di tutte le donne che videro in questo gesto il rinnovarsi di una promessa, un nuovo pegno d'amore... Ma, nessuno poteva immaginare che questo rituale si sarebbe ripetuto uguale decine e decine di volte, ormai era diventato un carosello, per la felicità del falegname.
  Lo so tutto questo sembra ridicolo e sciocco; per i diretti interessati, però, quelli erano piccoli drammi ed è capitato a chiunque, almeno una volta, di accanirsi su un oggetto che rappresentasse il partner (chi non ha strappato con rabbia una fotografia o ha scagliato in terra un pupazzo o altro?). I simboli hanno un potere enorme, evocano in noi ciò che è caro e importa, tanto più quando quello cui rimandano è perso o irraggiungibile, allora si entra nel sacro.

Il problema non è, dunque, di poco conto: che fare delle reliquie di una relazione ormai terminata?

Suggerisco, in primis, di non cedere alla tentazione di disfarsi immediatamente di alcunché, in ogni caso ci si pentirebbe. Non fare nulla di irreparabile a caldo, fosse anche quello di cancellare gli sms dalla memoria dl telefono. Meglio archiviare il tutto o, comunque, mettere in posti non facilmente raggiungibili cose, comunicazioni di tutti i tipi e ricordini vari.
  Per le foto farei un'unica eccezione: è preferibile tenerne una sempre a portata di mano. Se voi fissate a lungo una immagine piano piano non vi farà più male guardarla, perché dopo un tot di giorni (che variano da persona a persona) acquisterà una specie di neutralità. Ciò accade perché l'abitudine è qualcosa di potentissimo, persino un capolavoro smette nel tempo di incantarci (sarà per quello che in Italia maltrattiamo le meraviglie d'arte che tutto il mondo ci invidia?!). Inoltre, potete rivolgervi alla foto, facendo finta che sia l'altra persona e parlare, parlare, parlare fino alla nausea, anziché fare telefonate di cui vi pentireste sicuramente e/o abusare della pazienza di amici e conoscenti ripetendo in modalità loop quanto lui/lei vi manchi.

Altra questione. Un tempo si poneva poi il dubbio della restituzione dei regali: io eviterei questo momento triste, a meno che il regalo in questione sia un prezioso gioiello di famiglia donato in vista di un imminente matrimonio (nel qual caso questo sì andrebbe riconsegnato al legittimo proprietario), vige la sempiterna regola del "chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato". Magari fate sciogliere gli oggetti di oro e compratevi un monile che desiderate. 
   In ogni caso NON trasformate la vostra casa in un museo dell'ex! Se avete il suo accappatoio piuttosto che accarezzarlo ogni mattina e piangerci su, lavatelo e buttatelo in una campana delle robe vecchie! Sperimentate quanto possa essere liberatoria una radicale damnatio memoriae -cioè un repulisti-  di biglietti del cinema di film visti insieme, scontrini che vi ricordano il gelato dell'ultima passeggiata mano nella mano, biglietti aerei del week end trascorso ad amoreggiare nella località romantica et cetera! Catartico.

Riguardo me, non ho tenuto in debito conto un semplice regola, letta in un manuale di auto aiuto, "se non ti fa dei regali romantici in occasione di San Valentino o (ancora più grave) del tuo compleanno, lascialo!"; quindi ho coltivato una relazione, nonostante l'altro mostrasse così poca attenzione e tenerezza nei miei confronti. Sicché di lui mi rimangono pochissimi "pensierini" e una confezione, aperta, di preservativi, che non penso di buttar via, perché li considero un portafortuna per incontri con il futuro amante: dopo tutto, quale modo migliore di vendicarsi di un ex, se non tornando ad essere felici?

venerdì 5 luglio 2013

Dei metodi spregevoli per conquistare o far lasciare qualcuno: legamenti d'amore e fatture di allontanamento.

Corona del Rosario
Persino in epoca di crisi c'è un settore che non conosce contrazione, quello del settore esoterico; addirittura, pare sia in piena crescita, perché la domanda di codesti "servizi" cresce all'aumentare della disperazione. Gli operatori dell'occulto, certo, si guardano bene dal lasciare fatture (...fiscali) sicché tale boom non è facile da documentare, tuttavia è possibile farsi una idea del volume d'affari spostato dall'esoterismo considerando globalmente il numero degli addetti che comprano la pubblicità sui mezzi di comunicazione.
  L'uso della magia piegato alle proprie compulsioni egoistiche è qualcosa di esecrabile, da qualunque punto la si valuti.
  Se si dovesse pensare che tali pratiche siano solo un modo per spillare quattrini agli allocchi sarebbe bene non alimentare gli introiti di questi ciarlatani che speculano sulle disgrazie della gente, senza fare capziosi distinguo tra magia bianca, rossa o nera. Qui, infatti, viene in evidenza un problema che la maggior parte delle persone finge di ignorare anche per quanto riguarda le sostanze stupefacenti: voi pensate di non c'entrare niente con il racket dell'usura o con gli assassini mafiosi, ma se acquistate del fumo, della marijuna etc., di fatto, state mettendo dei soldi in tasca a dei delinquenti e grazie anche a quei soldi che essi hanno il potere di commettere prepotenze e fare del male alle persone!
  Qualora si pensasse, al contrario, che questi riti siano efficaci tanto peggio! In tal caso, voi deliberatamente accettereste di coartare la volontà di un'altra persona per un risultato che sapete essere fasullo. Vi rendete conto della gravità di un atto simile? Sarebbe quasi più onesto dare a un paio di sgherri moneta per minacciare il malcapitato, almeno la vittima si potrebbe rendere conto del pericolo che sta correndo!
 Quanto al fai da te della stregoneria, lo sconsiglio il modo assoluta e categorico: oltre ad essere un peccato mortale per un cristiano, perché si viola il primo Comandamento (vi state, evidentemente, rivolgendo a qualcuno che non è Dio), può aprire un varco per forze incontrollabili o portarvi ad una deriva irrazionale e delirante. D'altro canto uno che ricorra a queste pratiche come lo volete giudicare? È già su una brutta china.

Alla base di una relazione non può che esserci libertà e rispetto, nessuna persona che ami veramente può pensare di compiere qualcosa di così spregevole ai danni di colui che ama. Chi ricorre a tali artifici e raggiri è animato da un sentimento malato, inquinato e dovrebbe chiedere aiuto ad uno specialista... ma di tutt'altro tipo, un sacerdote ed uno psicologo, per esempio.

Ho un'amica, fervente cattolica, che ha frequentato un ragazzo per alcuni mesi. La loro storia aveva un trend positivo: con il passare delle settimane aumentava l'intimità, la complicità, l'affetto... in somma tutto procedeva per il meglio, fino a che, ex abrupto, hanno cominciato a manifestarsi dei fenomeni di natura varia, per vero di modesta entità singolarmente presi, e apparentemente slegati tra loro. Il suo compagno aveva delle impennate in cui diventava irriconoscibile, che sorgevano per motivi insignificanti e poi rientravano rapidamente come erano sorte, ma soprattutto lei ha iniziato a soffrire di disturbi strani. 
   Mi ha riferito che ricorda in maniera esatta il momento in cui questo cambiamento si è verificato: era al telefono ed ha iniziato ad avvertire un mal di testa in una zona precisa del capo, un dolore a bassa intensità, ma persistente, che l'avrebbe accompagnata per settimane. Negli stessi giorni sono iniziati i disturbi durante il sonno: si svegliava più volte durante la notte in preda a pensieri ossessivi, soprattutto la mattina presto, ogni tanto veniva presa da un senso di inquietudine immotivata o avvertiva una strana oppressione sul petto, come un senso di angoscia. Cosa ancora più grave, era cambiato il suo modo si partecipare alla Santa Messa. Mi ha detto (cito testualmente): «Anziché andare con animo lieto come nei mesi precedenti, in cui pure ero sommersa di problemi e preoccupazioni, ci andavo come se stessi annegando e sentivo che avessi un bisogno continuo di benedizioni. Tutto questo era tanto più inspiegabile alla luce del fatto che, in quel momento, la vita procedeva tranquilla ed io conducevo una vita ordinatissima e religiosa. Iniziai a trovare sollievo da questi "fastidi" indossando a corona del Rosario. Una sera, mentre ero rilassata e guardavo in televisione una commedia, mi scese un senso di oppressione ed io, senza neanche pensare, così istintivamente, mi alzai e mi infilai al collo il Rosario; tornai immediatamente serena». Infine, ha iniziato ad essere disturbata durante la preghiera collettiva.
  Ragione e fede sono conciliabili e la mia amica è una persona razionale, per cui cercava una spiegazione plausibile dei fastidi che provava con un'analisi critica. 
  Poi, però, è avvenuta la rottura tra lei e il suo compagno: lacerante, brutale e incongrua. Di lì a poco ha scoperto che la madre e la sorella di lui si erano rivolti a qualcuno per far sì che il figlio la lasciasse... È inutile dire come lei lo abbia scoperto, lo ha scoperto.
  A questo punto è incominciato il percorso di guarigione dal male che l'aveva contaminata, con battaglie spirituali estenuanti, combattute con Novene, preghiere incessanti e Sacramenti (Eucaristia e Confessione). Dal suo padre spirituale ha appreso che tutti i fastidi che lei aveva avuto nelle ultime settimane altro non erano che "vessazioni e disturbi demoniaci". Su consiglio del sacerdote, ha quindi (dopo una lunga lunga attesa e vari ostacoli) consultato un Esorcista, così, grazie alla preghiera di intercessione della comunità dei fedeli, i fenomeni su citati sono via via scemati; in particolare, è scomparso il mal di testa nel momento esatto in cui una consacrata ha pregato per lei. A beneficio degli scettici, preme qui sottolineare che ha scoperto solo il giorno seguente che a tale ora la suora avesse pregato per lei e questa concideva esattamente al momento in cui è cessato il dolore al capo (dopo settimane!).

Ho chiesto alla mia amica come mai avesse avuto effetto un maleficio, pur essendo lei così religiosa. Mi ha spiegato che il maligno è entrato perché ha trovato aperta una finestra, un suo peccato, e che quindi lei aveva perdonato gli artefici di tale lordura affinché anche lei potesse essere a sua volta perdonata dal Padre Celeste e perché così aveva avuto modo di purificarsi e la sua Fede era stata rafforzata.
  Allora non ho potuto trattenermi dal chiederle come potesse accettare che la sua storia fosse terminata per colpe altrui e lei mi ha risposto che sì, altri hanno influito con il maleficio sulla loro coppia, ma loro due sono stati artefici della fine; se il loro amore fosse stato più forte e meno intriso di egoismo avrebbe resistito. Ha aggiunto, sorridendo, che ringrazia la Provvidenza di averla salvata da una cognata e da una suocera, nella migliore delle ipotesi, squilibrate e morbose e, in ogni caso, cattive e infide. Avrebbe voluto suggerire loro, nella eventualità si palesasse una donna nella vita del figlio, di risparmiare soldi ed energia e limitarsi semplicemente a conoscere la potenziale fidanzata: qualunque donna di buon senso, per quanto innamorata, non potrà che fuggire a gambe levate di fronte ad un duo siffatto!
  Ho chiesto, infine, alla mia amica se qualcosa le dispiacesse di tutto quanto avvenuto e lei ha detto: «Provo tristezza per lui, perché difficilmente potrà liberarsi da questa cappa che soffoca la sua vita concretamente e spiritualmente. Potrebbe essere una persona migliore, essere sereno, invece... Per quanto riguarda me, la cosa più difficile da accettare è stata quella di non poter sapere chi ho realmente frequentato. Ho ripercorso mentalmente molte delle sue "uscite" infelici e mi domando se fossero "condizionate" o fossero sue. Quanto era padrone delle sue parole, opere ed omissioni? Temo che non potrò mai saperlo».

Ecco ciò che importa: l'amore fa respirare l'anima quando è libero e vero, altrimenti è ammorbante e tossico come tutte le forme di schiavitù.

A chi stesse valutando la possibilità di ricorrere a maghi o conoscenti che praticano la magia suggerisco di pregare: se non dovesse funzionare sapreste che l'altra persona vi ha rifiutati e quindi potreste consolarvi pensando che forse il Cielo vi sta facendo un favore, non subirete "strascichi energetici negativi" (il male che si subisce in una forma o nell'altra quando si fa del male) e andrete a dormire tristi ma con la coscienza pulita; se le vostre preghiere fossero esaudite sapreste che la vostra relazione è benedetta e sarà più forte di prima.
   Qualora non foste credenti, la soluzione è ancora più semplice: non credete in Dio, ma credete che una fetta di carne, una foto, un sacrilegio e qualunque altra cosa simile possa aiutarvi? Come fate a non capire quanto vi stiate rendendo ridicoli e patetici? Piuttosto andate in un centro benessere e spendete i vostri soldi per coccolarvi, lui/lei forse non tornerà, forse non riuscirete a allontanare un/una rivale, ma sicuramente starete meglio. E che cacchio: abbiate rispetto di voi stessi! Se volete disperatamente amare qualcuno, perché non cominciare da voi?

martedì 2 luglio 2013

Togliti di dosso (dai miei pensieri)

Oggi si sta d'addio (Santa Dubito utente twitter @FeniceArde)
Una mia amica è stata lasciata dal suo ragazzo circa due settimane fa: era in pieno delirio. Vent'anni, bellissima, non faceva altro che ripetere frasi sconclusionate in modalità loop. Mi faceva tenerezza perché la vedevo totalmente disarmata rispetto ad un dolore che l'ha trovata impreparata.
  Dall'alto dell'esperienza delle mie delusioni ho fatto del mio meglio per aiutarla, ma tutto era inutile; chi è in quello stato non ascolta nulla ed ha bisogno solo di una cosa, che l'amato torni.
  Sapevo come sarebbe andata a finire, tuttavia avevo paura di sbilanciarmi troppo e poi di poterla illudere. Invece le cose sono andate come avevo previsto ed ora è tutto rientrato, sicché sono veramente felice per lei.
  Allora mi sono ritrovata a pensare come gli adulti affrontano l'abbandono.
  Da un certo punto di vista si sa meglio fronteggiare la tempesta: un adulto possiede (o almeno dovrebbe) le risorse per alzarsi il giorno dopo e portare a compimento tutti i suoi impegni, tenersi la tristezza per sé, senza ammorbare il prossimo, e sapere quali meccanismi di difesa attivare. D'altro canto, è pur vero che, conoscendo le tappe che si devono affrontare, al dolore da sopportare si unisce la consapevolezza del tempo che si sarà costretti a trascorrere in quello stato e questo... questo spaventa.
  Comunque, anche coloro che meglio sanno dissimulare la tristezza e non sono inclini al melodramma devono combattere contro l'identico, insidiosissimo nemico, il dolore, che ti ostacola nello svolgimento dei compiti quotidiani "un  po' come quando ti si apre un fastidiosissimo pop davanti, tu cerchi di chiuderlo e quello si mette a tutto schermo. (*)
  Dunque che fare? A parte i suggerimenti che i libri sull'argomento propinano in abbondanza (gli stessi che un buon amico vi elargisce gratis) bisogna sempre ricordarsi che non bisogna rimpiangere chi ci ha lasciati, per il banalissimo motivo che se ci hanno lasciato non sono le persone giuste per noi e, quindi, di certe mancanze possiamo e dobbiamo cominciare a farne a meno. 
  Per quanto riguarda me, non so se per il fatto che abbia superato i 20 anni o che, dopo la prima volta, ci si stanca un po' prima (anche) di stare male, constato, però, che un tempo mi disperavo con maggior partecipazione (**); ecco, uno dei vantaggi di essere adulti.

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*     utente tweetter Quello che non vedi @Nonvedi
**   utente tweetter Oh, beh @elo_pix