Buon Natale a tutti.
Anche questa canzone fa parte della colonna sonora di Cento volte buonanotte, la cui storia ha inizio il giorno della Vigilia (clicca qui per leggere il primo capitolo).
Qualche mese fa ho assistito ad una "mostra sull'abbandono": erano esibiti disegni e testi di due artisti. Un percorso semplice ed emozionante al tempo stesso, che consiglio di visitare, qualora dovesse approdare nella vostra città, il titolo è "Ti lascio e...", i testi sono di Marina Mander.
Qualche esempio.
Ho recitato il tuo nome come un mantra fino a quando le parole hanno perso i sensi e anch'io.
La distanza tra ciò che è stato e ciò che sarebbe potuto essere mi porta già altrove.
Ogni amore inizia con una fantasticheria e finisce con un invece.
Ho cercato parole adatte all'occasione, ma non c'è poesia nell'ingiustizia. Addio.
Ti lascio e mi resta lo sperdimento di un sogno non completato, come quando la sveglia suona troppo presto.
Una delle canzoni citate nel libro Cento volte buonanotte
Love is blind, as far as the eye can see
Deep the meaningless, words to me
Easy lover, I need a friend
Road to nowhere, twist and turns but will this never end
Well my dear you'll know that he pleases me
But sometimes illusion ain't ro revolution
That ain't no release for me
Too much of something is bad enough
But something's coming over to make me wonder
Too much of nothing is just as though
I need to know the way to feel to keep me satisfied
I wrapped myself from around your finger
Hold me too tight or left to linger
Something fine built to last
Stripped up there I guess we're running out of time too fast
Yes my dear you know he soothes me (moves on)
There's no complication there's no explanation
It's just a groove in me
Too much of something is bad enough (bad enough)
But something's comming over me to make me wonder
Too much of nothing is just as tough (just as tough)
I need to know the way to feel to keep me satisfied
What part of no don't you understand
(understand understand)
I want a man not a boy who thinks he can
Boy who thinks he can
Too much of something is bad enough (bad enough)
But something's comming over me to make me wonder
Too much of nothing is just as tough (just as tough)
I need to know the way to feel to keep me satisfeid
Too much of nothing so why don't we give it a try
Too much of something we're gonna be living a tie
(Repeat to end)
Traduzione libera
L’amore è cieco per quanto gli occhi possono vedere
profondo l’insignificante, parole per me
un semplice amante, io ho bisogno di un amico
Una strada che non porta a niente, curve e controcurve
Avrà mai fine tutto questo?
Be’ mio caro, tu saprai che lui mi piace
ma qualche volta l’illusione non porta ad un cambiamento
Non c’è liberazione per me
Troppo di qualcosa va già abbastanza male
(abbastanza male)
ma ho cominciato a pensarci,
Troppo di niente è altrettanto difficile
(altrettanto difficile)
Ho bisogno di sapere il modo per sentirmi continuamente soddisfatta
Mi libero dalla tua presa
Mi tieni troppo stretta o mi lasci ad aspettare
Qualcosa di bello fatto per durare
Spogliati lì per lì, immagino che stiamo correndo troppo
Sì mio caro, sai che lui mi blandisce (/calma) (blandisce) Non ci sono complicazioni non ci sono spiegazioni
È come fosse un solco (scavato) dentro di me
Troppo di qualcosa va già abbastanza male
(abbastanza male)
ma ho cominciato a pensarci,
Troppo di niente è altrettanto difficile
(altrettanto difficile)
Ho bisogno di sapere il modo per sentirmi continuamente soddisfatta
Quale parte del “non” non capisci?
(capisci capisci)
Voglio un uomo non un ragazzo che creda di riuscire
Troppo di qualcosa va già abbastanza male
(abbastanza male)
ma ho cominciato a pensarci,
Troppo di niente è altrettanto difficile
(altrettanto difficile)
Ho bisogno di sapere il modo per sentirmi continuamente soddisfatta
Troppo di qualcosa va già abbastanza male
(abbastanza male)
ma ho cominciato a pensarci,
Troppo di niente è altrettanto difficile (altrettanto difficile) Ho bisogno di sapere il modo per sentirmi continuamente soddisfatta
See the leaves how slow they tumble down covering the green and yellow lawn as proof of what has been and what will come enjoying hazy lights of early dawn
It ain’t good enough to try and not succeed
Anger never dies it’s part of live it’s part of you the end will cease the fire and make us accept we tend to lose
See the tears how slow they tumble down covering believe in empty vows as proof of what has been and what will be alcohol puts us both to sleep
It’ ain’t good enough to try and not succeed
Anger never dies it’s part of live it’s part of you the end will cease the fire and make us accept
Traduzione libera
Guarda le foglie quanto piano cadono
coprendo il prato verde e giallo
come prova di ciò che è stato e quello che verrà
godendo delle tenui luci dell’alba
Non è abbastanza per tentare e non riuscire
La rabbia non muore mai
è parte della vita
è parte di te
Alla fine cesserà il fuoco (la battaglia)
e ci farà accettare
che tendiamo a perdere
Guarda le lacrime quanto lentamente cadono
cancellando la fede in vuote promesse
come prova di ciò che è stato e ciò che sarà
l’alcool ci mette entrambi a dormire
Non è abbastanza per tentare e non riuscire
La rabbia non muore mai
è parte della vita
è parte di te
Alla fine cesserà il fuoco (la battaglia)
e ci farà accettare
che tendiamo a perdere
Conversazioni con gli autori nelle piazze del centro storico (7-11 settembre 2011)
Domenica 11 settembre alle ore 17 presenterò il mio libro, Cento volte buonanotte, nell'ambito della manifestazioneLibri nel borgo antico 2011, rassegna di dialoghi fra autori e giornalisti di fama nazionale. Nata da una idea dell'Associazione Borgo Antico Bisceglie, l'iniziativa punta a trasformare l'intero centro storico della cittadina in un contenitore culturale a cielo aperto.
Vi aspetto numerosi nella magica cornice di Bisceglie, che pur non essendo conosciuta ai più come la vicina Trani, a questa non ha nulla da invidiare, in quanto a bellezza e monumenti.
Nell'ambito della iniziativa Parole D.O.C., promossa dal gruppo COOP Estense, presenterò il mio libro venerdì 22 ottobre alle h. 17, presso il centro commerciale Mongolfiera (Ipercoop Japigia).
Interverrà la giornalista Alessandra Giusi Falco, autrice del blog Vedo rosa.
Potete leggere qui di seguito uno stralcio del primo capitolo: confrontatelo con il video che ho prodotto. Tra qualche giorno pubblicherò qualche altro assaggio, nella speranza che possiate appassionarvi alla storia di Giulia ed Alessandro; sono curiosa di conoscere le vostre impressioni.
pag. 15
Alessandro.
Oggi è la classica giornata in cui si incontra mezza Bari e proprio in lui mi dovevo imbattere! Per buon peso.
Mi sembra che non mi abbia notato, sono nascosta dal pilastro; forse sono anche un po’ delusa.
Lo guardo attentamente attraverso occhiate furtive e giochi di specchi.
Dio, perché lo desidero così? Farmelo incontrare per caso per indurmi in tentazione, anzi in frustrazione, visto che non lo avrò per me.
E se facessi voto di non fumare, lo troverei sotto l’albero?
Temo e cerco il suo sguardo; eppure so che se mi notasse, ci sarebbero attimi di grande imbarazzo. Si profilerebbe il dilemma: salutare o non salutare? O aspettare che lui mi saluti?
A ben considerare non si volta dalla mia parte con troppa ostinazione; significa che, nonostante mi abbia notato, sta facendo finta di niente.
- D’accordo, scansiamoci pure, se vuoi! - e mi mimetizzo con la mobilia.
Sebbene all’esterno appaia indifferente come un muretto a secco, internamente sta montando l’ansia: sono entrata in uno stato di trance, devo controllare i movimenti e sforzarmi per mettere a fuoco i miei pensieri, come fossi ubriaca.
...
Perché, perché deve essere così? Dopo tanti anni mi fa sentire come quando lo conobbi: davanti a lui non ho mai smesso di avere tredici anni.
Ora mai questa infatuazione mi ha sfiancata, prefiguravo (dimostrando scarsa lungimiranza) che col tempo si sarebbe affievolita, invece negli anni si è trasformata in una fissazione e, dentro di me, ne intuisco la ragione, un mix di fantasia ed orgoglio.
È già difficile, per qualsiasi essere femminile, metabolizzare un rifiuto, il concetto, di per sé, che la persona amata diventi ad un tratto indifferente ed esca dal proprio cerchio di seduzione e potere; figuriamoci per una narcisa e prepotente come me! Il fatto che lui si sia stancato per primo configura il reato di lesa Maestà.
E c’è di più: tante occasioni e mai stati a letto insieme!
“Una pratica ad incaglio, che stenta a concludere il proprio iter per un intoppo”: è questa l’espressione che s’impone nel flusso dei miei pensieri, l’ho appresa grazie a Daniele, quando mi parla del suo lavoro di mediatore creditizio.
Assisto alla spiegazione dalla sua voce, come fosse una registrazione video: "Ci sono casi in cui insistere e persistere può persino essere controproducente e, per quanto paradossale, è più conveniente rinunciare: ti piangi i soldi, ma ti liberi di un cattivo debitore. Per riscuotere questi crediti che si trovano in sofferenza si deve anticipare altro denaro: nella miglior delle ipotesi, non solo passa molto tempo, si è anche costretti ad andare in causa o ad avviare l’esecuzione forzata, con un aggravio di spese, le quali finiscono col superare il valore reale percetto. In ultima analisi, ci vai a perdere".
Ho memorizzato diligentemente questa lezione di tecnica bancaria, perché mi sembra si attagli a tutte le situazioni in cui ci si trovi in una fase d’impasse, compreso il recupero dei crediti d’amore.
Inoltre, trovo talmente curioso che sia usato lo stesso termine in ambito bancario e in quello nautico; comunicando, per entrambi, l’idea di un moto forzatamente arrestato.
Ecco, io mi immagino così: una barca incagliata in una secca, che anela il mare aperto e smania per navigare verso altri orizzonti.
Per riprendere il largo, dovrei riuscire a tagliare ciò che, mio malgrado, mi tiene ancorata, cioè la speranza di riconquistarlo, giocando tutte le carte, sessuale in primis.
In fondo in fondo alla mia mente c’è la convinzione che il sesso avrebbe fatto la differenza e che ora saremmo felici insieme. O forse no.
Questo è il punto: la mancanza della controprova alimenta il dubbio e mi lascia in attesa, in sospeso. Mi tormenta la spirale dei “se ”: - Se fossimo stati insieme più a lungo, in maniera continuativa, se avessimo vissuto la quotidianità…-.
L’andamento della storia, al contrario, è stato estremamente discontinuo: amicizia per un anno, idillio per una manciata di mesi, brusca interruzione durata tre stagioni, fugace ritorno di fiamma, seconda violentissima separazione e lontananza di qualche anno. Dopo di che, ci siamo rincontrati (per puro caso) ed ha avuto inizio il ciclo delle riprese, a cadenze variabili. In somma, un rapporto perennemente irrisolto, con tutta la forza di una carica inesplosa.
Durante l’intero arco di tempo, siamo sempre stati in bilico tra attrazione e gelo, tanto è vero che i momenti in cui riuscivamo a stare bene insieme erano rarissimi, brevi parentesi inframmezzate da interi mesi, in cui non ci sentivamo neanche per telefono, o, addirittura, anni, come è accaduto dall’ultima volta.
Ora basta. È, senz’altro, arrivato il momento di mettere la parola fine a questa telenovela di terzo ordine!
Indugio ancora, tra poco potrò controllare se è ancora lì. Finisco la cioccolata.
Mi volto: è sparito. Controllo l’esterno della vetrata, nessuna traccia.
Il web è il Paese delle meraviglie, mi sta regalando la possibilità di dialogare con alcuni dei miei lettori, i quali mi contattano tramite questo blog oppure mediante facebook: ogni volta è una emozione immensa.
Il mio primo vero lettore (se escludiamo parenti e amici) si è firmato Solo Unacosa e mi ha scritto per qualche settimana, prima di sparire nell'universo della rete, cancellando il suo profilo dal social network.
Per quanto assurdo possa sembrare mi è dispiaciuto parecchio. Sapevo già, per esperienza indiretta, di fughe nei rapporti virtuali che lasciano spaesati e tristi come quelle della vita reale, ma non mi ero mai soffermata a pensare quanto potesse essere frustrante una interruzione di comunicazione, quando non hai la possibilità di riprestinare la linea con il tuo interlocutore...
Ho deciso, pertanto, di lanciare idealmente un messaggio nella bottiglia tra i flutti digitali, sperando che raggiunga il destinatario.
Nel frattempo trascrivo una nota su questo quadro (uno dei miei preferiti e chi avesse letto il mio libro ne conosce il perché) scritta da questo anonimo lettore il 2 aprile 2010.
pubblicata il 3 luglio 2010
di GIUSI ALESSANDRA FALCO
"Che cosa può succedere, a Bari, in una notte d'inverno, se una giovane donna incontra, dopo anni il suo primo amore? (...) Per saperlo, occorre leggere Cento volte buonanotte. Una fiaba metropolitana, il romanzo d'esordio della barese Paola Borraccino uscito di recente per la Wip Edizioni. Questo testo è, per l'autrice, una sperimentazione della propria scrittura in una misura più lunga, un passaggio alla pagina di carta, dopo una formazione avvenuta tutta sul web. Infatti, da tempo, la Borraccino gestisce ben due blog e si districa nella grande rete senza scordare la sua città: Bari.
Cento volte buonanotte è una storia in cui proprio la città è riconoscibile, è chiamata col nome dei suoi quartieri, da Libertà a Poggiofranco. Non si tratta di una città solo di sfondo: Bari, infatti, diventa protagonista e accompagna le vicende dei due giovani, Giulia e Alessando, alle prese con un amore antico che, puntuale, si è ripresentato. E chiede attenzione.
Il romanzo, poco corposo, si fa leggere con facilità e la scrittura. (.. .) è scorrevole e risulta movimentata per il frequente alternarsi di dialoghi e monologhi.
Tra i pregi di questo racconto lungo c'è l'ironia, la capacità di tradurre, sorridendo, le vicende della quotidianità sentimentale (...). quelle vicende in cui è facile riconoscersi e che, in genere, si tende a drammatizzare.
(...)
Cento volte buonanotte è un invito alla leggerezza, una nuova dichiarazione d'indipendenza da parte di una donna seduttrice, che gioca con la vita senza prendersi sul serio. Una piacevole lettura estiva che non si farà dimenticare facilmente (...)".
Sul sito TendiTrendy è stata pubblicata la seguente recensione,
(rilanciata dal sito paperblog.com):
" Ieri, in libreria, girovagavo alla ricerca di qualche libro carino e veloce da leggere, dopo tutta la saga di I love shopping e l'ultimo di Candance Bushnell, Il diario di Carrie (noioso e lento). Ad un certo punto il mio sguardo si è soffermato sull'immagine di un paio di decolettè rosso fuoco appese ad una maniglia...".
Per leggere il testo integrale cliccare sul link seguente
Il 13 giugno è stata pubblicata sulla versione web dell'edizione locale di Repubblica la recensione di Stefano Donno "Cento volte buonanotte": l'esordio di Paola Borraccino .
Di seguito se ne riporta solo uno stralcio, per leggere l'articolo integrale basta cliccare sul link precedente.
PUNTO DI VISTA di Stefano Donno
Interessante esordio il romanzo (a mio avviso sarebbe meglio definirlo un racconto lungo) di Paola Borraccino dal titolo “Cento volte buonanotte” pubblicato dalla brava casa editrice WIP Edizioni.
...
Un viaggio breve ma intenso nella vertigine di una vita di coppia che non riesce a trovare, come direbbe Franco Battiato, il suo “centro di gravità permanente”. Lettura ideale per l’estate, soprattutto per una freschezza di scrittura propria della Borraccino, che si farà amare. Un consiglio: guardatevi il booktrailer, diretto dal giovane e bravo regista barese Vincenzo Frascà.
Giovedì 17 giugno avrà luogo il secondo appuntamento del mini ciclo
Aperitivo con l'autore, presso il Bar Light di Bari, in corso Cavour 62.
Conosceremo meglio il libro di Antonello Marchitelli, DA UN GIORNO ALL'ALTRO.
Sarò presente anche io nella inedita veste di presentatrice.
Vi aspetto numerosi!
Grazie di aver letto i miei post.
Non so mai cosa raccontare della mia persona.
Che dire?
Sono una donna con il vizio della lettura.
Come si capisce dall'indirizzo della mia e-mail vivo a Bari.
Se sei curioso, invia una domanda o posta un commento ed io ti risponderò.
Puoi seguirmi anche su twitter @paolaborraccino
Intervista all'autrice sul web (dal blog Vedo rosa)
Cliccando sul link seguente potrete leggere la fresca e simpatica intervista che la giornalista del Corriere del Mezzogiorno mi ha fatto per il suo blog Vedo rosa, così potrete avere qualche altra informazione su di me.