Undici giorni fa lui mi ha lasciata. Per la seconda volta. Il giorno successivo ho ricevuto la notizia che un mio amico si è tolto la vita; si chiamava Luigi.
I due fatti tra loro non hanno alcun collegamento e sono incomparabili per gravità e natura, tuttavia mi sono ritrovata a rifletterci su.
Luigi ha lasciato parenti e amici sgomenti, perché nessun segnale di disagio era trapelato all'esterno nelle settimane precedenti e la situazione lavorativa e familiare era comune a quella di tanti altri della sua generazione (37 anni).
Su due cose si è appuntata l'attenzione dei suoi cari: la frustrazione di un progetto a lungo perseguito e un grande cambiamento nella vita sentimentale. Per la seconda volta Luigi non aveva superato le prove scritte del concorso per il quale si preparava da tempo e, dopo più di dieci anni, aveva lasciato la sua fidanzata storica. Da qualche mese aveva, poi, iniziato una nuova relazione con una ragazza; di questa nuova relazione era poco convinto, aveva, infatti, confidato a qualche amico che aveva intenzione di troncare la frequentazione.
Superato lo schock e il dolore iniziale, ho pensato alla sua ex fidanzata, una giovane donna che ho definito, in modo spontaneo, vedova. A rigor di legge può essere definita siffattamente soltanto il coniuge del de cuius, ma mi riesce difficile pensare che non sia da considerare tale anche chi abbia trascorso la maggior parte della sua vita sentimentale da adulta in comunione con un uomo (avevano convissuto per anni). (*)
Non voglio neanche ad immaginare l'enorme dolore e il profondo senso di perdita che dovrà affrontare, unito al rammarico di non averlo amato abbastanza dal non capirne la sofferenza; anche perché le donne sono le campionesse dei sensi di colpa e inclini a caricare su se stesse il peso del mondo e le responsabilità altrui. Quando c'è un sentimento profondo, autentico, solido, non si smette di volere (il) bene (dell') all'altro, solo perché non si è più insieme. Non è da escludersi che la separazione tra loro fosse temporanea, forse si sarebbero reincontrati dopo questa parentesi o forse no, ormai è impossibile saperlo.
Invece veniamo a me.
Anche io sono un po' in lutto: è scomparso il "noi" in cui ho creduto, parte dei desideri che ho cullato, i "ricordi" del futuro che ho immaginato, cioè i luoghi che avrei voluto visitare e le cose che avrei voluto fare con lui. Come nella favola di Andersen della regina delle nevi, una scheggia è penetrata nel petto e una morsa di freddo ha avvolto il mio cuore.
Ciò nonostante sono serena e resto convinta di tutte le scelte che mi hanno portato dove sono adesso. La sofferenza fa parte dell'amore, così come la morte della vita; entrambe ci insegnano che bisogna lottare per ciò che è veramente importante, spendendoci completamente, nonostante il dolore e la fatica.
Essere lasciati, non essere amati sono solo incidenti di percorso, la vera tragedia è non sapere amare, nascondersi nel rifugio apparentemente sicuro e accogliente del proprio egoismo e delle proprie paure.
A me stessa e a tutti coloro che si trovano in una situazione simile alla mia voglio ricordare una regola d'esperienza che tendiamo a dimenticare: passerà, passerà prima di quanto possiate immaginare e l'universo lascerà che il cuore si espanda e diventi più grande, una volta assorbita la botta. (**) Tornerà l'amore, con il suo carico di ansie, affanni e tutto il resto, ma soprattutto gioia, gioia, gioia! Quello è il vero termometro. Si può soffrire per amore, si può litigare (e tutto questo è normale), ma se fondamentalmente con l'altro/a non siete più felici che se foste da soli, quella relazione è sbagliata, bisogna elaborare la perdita e andare avanti.
Ciò che desideriamo è al di là delle nostre paure, ma lo raggiungeremo soltanto se non ci blocchiamo, se ci rialziamo dopo le cadute, se siamo onesti quando sbagliamo, se abbiamo rispetto in primis di noi stessi e, comunque, sempre degli altri, se siamo corretti e gentili anche quando sembra che non ne valga la pena, se accettiamo di farci attraversare dal dolore per poterlo realmente superare, se ci riconciliamo con i nostri sbagli, ma, soprattutto, se impariamo a perdonare, perché il rancore, l'odio, la voglia di rivalersi per quanto patito sono una zavorra per l'anima.
La persona giusta è un premio, non un regalo. Quando le forze dell'universo sembrano cospirare contro di noi non lo fanno per dissuaderci dal nostro obiettivo, ma per renderci consapevoli della sua importanza.(***)
....................................................................
* Questa è una mia ferma convinzione: sin da quando ero ragazzina ho pensato che questo valesse anche per le coppie dello stesso sesso, tuttavia preferisco non addentrarmi in questo tema, che presuppone considerazioni ampie e articolate, sicché richiederebbero una trattazione in separata sede.
** Citazione trattadal film PrtnerPerfetto.com di Gary David Goldberg, con John Cusack e Diane Lane.
*** Citazione di Massimo Gramellini
martedì 18 giugno 2013
George Gray (da Antologia di Spoon River-Edgar Lee Master)
The marble which was chiseled for me
la lapide che hanno scolpito per me
A boat with a furled sail at rest in a harbor.
Una barca con vele ammainate in un porto.
In truth it pictures not my destination
In realtà non è questa la mia destinazione,
But my life.
ma la mia vita.
For love was offered me and I shrank from its
disillusionment;
Perché l'amore mi si offrì ed io mi ritrassi
dal suo inganno;
Sorrow knoched at my door, but I was afraid;
il dolore bussò alla mia porta, ed io ebbi paura;
Ambition called to me, but I dreaded the chances.
l'ambizione mi chiamò ed io temetti gli imprevisti.
Yet all the while I hungered for
Malgrado tutto avevo fame di un
Meaning in my life.
Significato nella vita.
And now I Know that we must lift the sail
E adesso so che bisogna alzare le vele
And catch the wind of destiny,
E prendere i venti del destino,
Wherever they drive the boat.
dovunque spingano la barca.
To put meaning in one's life may end in madness,
Dare un senso alla vita può condurre alla follia,
But life without meaning is the torture
ma una vita senza senso è la tortura
Or restlessness and vague desire
O l'inquietudine e il vano desiderio.
It is a boat longing fo the sea
la lapide che hanno scolpito per me
A boat with a furled sail at rest in a harbor.
Una barca con vele ammainate in un porto.
In truth it pictures not my destination
In realtà non è questa la mia destinazione,
But my life.
ma la mia vita.
For love was offered me and I shrank from its
disillusionment;
Perché l'amore mi si offrì ed io mi ritrassi
dal suo inganno;
Sorrow knoched at my door, but I was afraid;
il dolore bussò alla mia porta, ed io ebbi paura;
Ambition called to me, but I dreaded the chances.
l'ambizione mi chiamò ed io temetti gli imprevisti.
Yet all the while I hungered for
Malgrado tutto avevo fame di un
Meaning in my life.
Significato nella vita.
And now I Know that we must lift the sail
E adesso so che bisogna alzare le vele
And catch the wind of destiny,
E prendere i venti del destino,
Wherever they drive the boat.
dovunque spingano la barca.
To put meaning in one's life may end in madness,
Dare un senso alla vita può condurre alla follia,
But life without meaning is the torture
ma una vita senza senso è la tortura
Or restlessness and vague desire
O l'inquietudine e il vano desiderio.
It is a boat longing fo the sea
È una barca che anela il mare
and yet
Eppure
Afraid
Lo teme.
Ho incorniciato questa poesia e l'ho messa in bella vista nel mio studio anni fa, perché mi indicasse la rotta. Ogni volta che paure o dubbi mi assalgono la rileggo e mi domando: sto vivendo la mia vita pienamente? Sono libera nel mio agire o il mio egoismo, meschinità varie, altre persone stanno condizionando le mie scelte decidono in vece mia? Sto lavorando per diventare la persona che desidero essere? Se fossi io George Gray sarei fiera di me stessa e di come conduco i miei giorni?
Sembra una prospettiva lugubre, ma è un ottimo esercizio se si vuole essere sicuri di vivere e non puramente di trascorrere del tempo, spettatori distratti ed estranei di noi stessi e delle nostre esperienze.
È faticoso, però. Altro che se lo è!
Ho incorniciato questa poesia e l'ho messa in bella vista nel mio studio anni fa, perché mi indicasse la rotta. Ogni volta che paure o dubbi mi assalgono la rileggo e mi domando: sto vivendo la mia vita pienamente? Sono libera nel mio agire o il mio egoismo, meschinità varie, altre persone stanno condizionando le mie scelte decidono in vece mia? Sto lavorando per diventare la persona che desidero essere? Se fossi io George Gray sarei fiera di me stessa e di come conduco i miei giorni?
Sembra una prospettiva lugubre, ma è un ottimo esercizio se si vuole essere sicuri di vivere e non puramente di trascorrere del tempo, spettatori distratti ed estranei di noi stessi e delle nostre esperienze.
È faticoso, però. Altro che se lo è!
giovedì 11 aprile 2013
LEZIONI D'AMORE (3) Tassonomia e sentimenti
Siete di passaggio in una via che percorrete spesso, piove e siete senza ombrello. Vi riparate sotto una tettoia e vi accorgete che c'è, in una stradina, un negozio di giornali che non avevate mai notato. Entrate per guadagnare tempo all'asciutto e, per educazione, vi comprate una rivista. Non ci sono altri clienti, l'edicolante vi sorride e iniziate a chiacchierare.
Qualche giorno dopo passate dalla stessa via, quindi decidete di comprare il giornale nello stesso posto; ci sono clienti, ma il negoziante trova il modo di rivolgervi, comunque, delle parole cordiali. Uscite sorridendo.
La settimana successiva siete non troppo lontani (ma neanche abbastanza vicini) al negozio e decidete di allungare il giro appositamente per comprare da lì il giornale, sebbene superiate ben due edicole.
In breve, vi recate ogni giorno in quell'edicola, dove vi fermate sempre per parlare con il/la titolare, il/la quale mette da parte per voi il giornale, sapendo che passerete a ritirarlo, fosse anche a distanza di giorni. Ogni volta vi trattenete piacevolmente insieme; spesso vi recate al bar per prolungare quel momento e fate a gara per chi deve pagare le consumazioni.
Un bel giorno, però, entrate nel negozio e l'edicolante è accigliato, ricambia il saluto al vostro terzo tentativo e quando voi gli chiedete per quale motivo sia contrariato, vi rivolge parole sgarbate.
Rimanete straniti e confusi, ripercorrete rapidamente gli ultimi incontri per individuare una eventuale mancanza da parte vostra, ma niente. Siete sicuri che vi siete lasciati più che bene, che da parte vostra non vi è stato alcunché possa giustificare un simile atteggiamento.
Allora chiedete il giornale per poter elaborare la forma migliore per domandare spiegazioni; sennoncché "il giornale è finito". A questo punto candidamente chiedete perché non l'abbia messo da parte come al solito e colui/colei sbotta: "Eh, ma mica abbiamo fatto l'abbonamento!".
-"Scusa, ma gli altri giorni lo hai sempre messo da parte, sai bene che passo sempre a ritirare la copia, anche a distanza di giorni, pagando tutto il conto regolarmente...".
Inutile, a qulunque obiezione l'edicolante replica: "Eh, ma mica abbiamo fatto l'abbonamento!".
Secondo voi, chi ha ragione?
In un tribunale la soluzione sarebbe a favore del cliente: il diritto parla in tal senso di fatti concludenti che ingenerano nella parte (ma anche nei terzi) il convincimento o il legittimo affidamento che il soggetto agente continuerà ad osservare, a parità di condizioni e in assenza di giustificati motivi, il medesimo comportamento tenuto sino a quel momento.
Ovviamente nel campo delle relazioni umane risposte diverse sarebbero ugualmente valide, ma cambierebbe la domanda.
È così importante dare una definizione delle relazioni? Ciò che (ci) definisce sono le azioni, non le etichette.
Una relazione è un organismo vivo, mutevole, in costante evoluzione, si sostanzia in mille gesti, dipende dall'interazione delle dinamiche che ciascun soggetto coinvolto determina.
Tornando all'esempio, formalizzare un accordo avrebbe fatto la differenza? Voi, nei panni del cliente come reagireste? Come vi spieghereste l'accaduto? Pensereste che da parte dell'edicolante ci sia stata mala fede dall'inizio del rapporto? Che è subentrato qualcosa che vi sta tacendo? Mettereste in discussione voi stessi? Pensereste che si tratta di un banale pretesto da parte del negoziante per sfilarsi da un'amicizia che non vuole più, nonostante, di fatto, egli/lei ne ricavasse un vantaggio? Cambiereste immediatamente edicola senza cercare spiegazioni?
Quanto a me, se fossi nei panni del cliente, non saprei cosa pensare né cosa fare. Condivido, tuttavia, la riflessione dello scrittore (e combattente insignito della medaglia al merito del valor militare) Jan Dobraczyński:
Non ti è mai parso che vi siano delle cose alle quali bisogna prima credere per poterle capire?
(Dobraczynski, Lettere di Nicodemo)
Etichette:
Dobraczynski,
lettere di Nicodemo,
lezioni d'amore
martedì 9 aprile 2013
LEZIONI D'AMORE (2) Se tieni le scarpe mentre fai l'amore non vale
Si potrà obiettare che non togliersi le scarpe prima di un rapporto può dipendere dalla carica di passione che l'amante porta in sé, ma io rispondo "no": eccezion fatta per la seduzione che precede l'atto, quando si fa l'amore si deve cercare l'anima dell'altro. Una ricerca che si fa scalzi, per non calpestare le altrui fragilità. E, in caso di delitto, per poter risalire al colpevole attraverso le impronte.
Quest'anima non è un albergo
(rattodisabina profilo twitter)
Etichette:
lezioni d'amore,
rattodisabina
venerdì 22 febbraio 2013
Lezioni d'amore (1)
Questo dovrebbe essere l'amore: potersi
affidare in mani sicure, attente, carezzevoli, protettive, mai
inquiete, gentili, senza che neanche la minima ombra di dubbio che
l'altro ci abbandonerà o ci farà del male ci possa sfiorare.
Non accontentiamoci mai di nulla di meno!
Non accontentiamoci mai di nulla di meno!
Etichette:
definizione amore,
frasi sull'amore,
l'amore è,
lezioni d'amore
venerdì 11 gennaio 2013
L'attesa dell'amato (4)
La felicità è un lavoro interiore.
Anonimo
![]() |
| La nostra anima conosce la rotta per la felicità, basta non farsi distrarre dalle luci artificiali e tenere lo sguardo fisso sulle stelle. (Paola Borraccino) |
Quando
l'attesa è giusta? Una penitenza, un piccolo tributo di tristezza per
poter accogliere con consapevolezza e gioia il ritorno dell'amato bene?
Non so. Credo non esista una risposta.
Anche quando l'attesa non porta quello che desideravamo non è mai inutile, serve, in ogni caso, a riconciliarci con il passato o a conoscerci meglio.
Però di una cosa sono convinta: dentro di noi, nell'anfratto più solitario e silenzioso del nostro cuore, c'è un caveau, la stanza blindata dove conserviamo gli affetti più preziosi, i valori che fondano la nostra esistenza e i frammenti di verità che siamo riuscita a strappare dalla vita. Lì, dove sono i significati (Where the meanings are**), ci sono le nostre risposte.
Basta solo raccogliere il coraggio di andarle a cercare.
Paola Borraccino
..........................................................................................
* Citazione dal film Cinderella.
** Questo è un verso della poesia di Emily Dickinson "There's a certain Slant of light".
Etichette:
frasi sull'amore,
l'attesa dell'amato,
Paola Borraccino
giovedì 10 gennaio 2013
Torna amore!... O anche no.
Ho i tuoi sorrisi incastrati tra i miei occhi.
Uninvernomuto on Tumblr (pagina Facebook)
Siamo sicuri che il ritornare con il/la nostro/a ex sia il meglio che possa capitarci? Quello è un errore che abbiamo già commesso.
E se esplorassimo, invece, nuove possibilità? O, semplicemente, dessimo al caso una possibilità di sorprenderci? Dopo tutto, come dicevano i Greci (*), gli dei, quando vogliono farci un dispetto, esaudiscono i nostri desideri.
Tratto da Cento volte buonanotte
«Ecco, io mi immagino così: una barca incagliata in un secca che anela il mare aperto e smania per navigare in altri orizzonti.
Per riprendere il largo, dovrei riuscire a tagliare ciò che, mio malgrado, mi tiene ancorata, cioè la speranza di riconquistarlo».
.........................................................
* Frase riportata anche da Oscar Wilde nella sua commedia "Un marito ideale" del 1893:
Uninvernomuto on Tumblr (pagina Facebook)
![]() |
| Dow (lov) http://www.dawful.com/blog/?cat=7 |
È vero, il passato è rassicurante, sembra privo di incognite, ma poi si ripropone come una brutta copia di quel che era. Una delusione. A meno si riesca a ricominciare su nuove basi, il che, però, presuppone un impegno enorme ed una fede incrollabile da parte di entrambi.
E se esplorassimo, invece, nuove possibilità? O, semplicemente, dessimo al caso una possibilità di sorprenderci? Dopo tutto, come dicevano i Greci (*), gli dei, quando vogliono farci un dispetto, esaudiscono i nostri desideri.
Tratto da Cento volte buonanotte
«Ecco, io mi immagino così: una barca incagliata in un secca che anela il mare aperto e smania per navigare in altri orizzonti.
Per riprendere il largo, dovrei riuscire a tagliare ciò che, mio malgrado, mi tiene ancorata, cioè la speranza di riconquistarlo».
.........................................................
* Frase riportata anche da Oscar Wilde nella sua commedia "Un marito ideale" del 1893:
«
When the gods wish to punish us, they answer our prayers».
mercoledì 9 gennaio 2013
C'è una luce obliqua
(lett. C'è una certa inclinazione di luce)
i pomeriggi d'inverno-
che opprime come grevi
melodie di cattedrali.
Ferita celeste procura-
i pomeriggi d'inverno-
che opprime come grevi
melodie di cattedrali.
Ferita celeste procura-
e sfregio non lascia
se non lo scarto interiore
dove i significati sono.
dove i significati sono.
Emily Dickinson
Winter afternoons Winternachmittags-
that opresses,like the Heft Lastet auf uns mit dem Druck
of Cathedral tunes Eines Domchorals-
Heavenlyhurt, it gives us Himmelswunde, füg es zu-
We can find no scar Narben sieht man nicht,
But internal differences Doch Verschiebung innen-
Where the Meaning are Wo Bedeutung, liegt-
........................................................................................
Per un'analisi dell'intera poesia (che si compone di quatttro strofe) in inglese
http://www.gradesaver.com/emily-dickinsons-collected-poems/study-guide/section2/
Iscriviti a:
Post (Atom)





