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sabato 15 marzo 2014

Nostalgia di sé. (Vorrei che fossi qui/ Wish you were here)

Viene un momento in cui devi smetterla di attraversare oceani per gente che non salta neanche una pozzanghera per te.
LaEmi (utente twitter @Kisserlikerain)

Vivere con il cuore che batte altrove non è poi così pratico.
Elisa Lucchesi (utente twitter @lsaIngarami)

Sta passando quando inizi ad avere nostalgia di te stesso come individuo completo e libero.
Anonimo

So, so you think you can tell
Allora, pensi di saper distinguere
Heaven from hell
il paradiso dall'inferno?
Blue skies from pain
I cieli azzurri dal dolore?
Can you tell a green field
Sai distinguere un campo verde
 From a cold steel rail?
da una fredda rotaia d'acciaio?  
A smile from a veil?
Un sorriso da un pretesto?
 Do you think you can tell?
Pensi di saperli distinguere?

 And did they get you to trade
 Your heroes for ghosts?
Ti hanno portato a barattare i tuoi eroi per dei fantasmi?
 Hot ashes for trees?
Ceneri calde con gli alberi?
 Hot air for a cool breeze?
Aria calda con brezza fresca?
 Cold comfort for change?
Un freddo benessere con un cambiamento?
 And did you exchange a walk on part in the war
For a lead role in a cage?

 e hai scambiato un ruolo di comparsa nella guerra
con il ruolo da protagonista in una gabbia?

 How I wish, how I wish you were here
Come vorrei, come vorrei che fossi qui
 We're just two lost souls
Siamo solo due anime sperdute
 Swimming in a fish bowl
Che nuotano in una boccia di pesci
 Year after year
Anno dopo anno
 Running over the same old ground
Corriamo sullo stesso vecchio terreno  
What have we found?
E cosa abbiamo trovato?
The same old fear.
Le solite vecchie paure
 Wish you were here
Vorrei che fossi qui

lunedì 10 febbraio 2014

Sbrigati a dimenticare!

Adesso sto da sola. E non è meglio. E domani non è un altro giorno, è sempre lo stesso, riciclato. È il solito oggi con un nome diverso.
— Giulia Carcasi
Poi, improvvisamente, ho continuato a pensarti.
Boniz (utente Twitter @boniztm)
"Pozzanghera" (1952, M.C. ESCHER)
E allora ti dico: sbrigati, sbrigati a dimenticare! Perché se non dimentichi subito, non dimentichi più.
E non importa se la vita va avanti, se ogni cosa ti ricorda che certe cose non possono funzionare.
Se non dimentichi subito, certi ricordi ti vengono a cercare.

Massimo Bisotti

giovedì 16 gennaio 2014

Come stai? Così.

Colo a picco che er Titanic pare 'na boa.
Sinestesia locale (utente twitter @Sinestesialocale)


È questo il momento autistico, lo so, è una definizione molto forte. Tuttavia, come definire altrimenti quella situazione di incomunicabilità con il mondo esterno, compresi i vostri cari, la monomania, la faccia da pocker che indossate quando siete obbligati ad interagire con gli altri?
   Appunto.

D'altro canto, essere assenti, distratti nella quotidianità è il minimo, considerando che si convive con la sensazione -quasi fisica- di aver ingoiato una spada.

La buona notizia è che il peggio sta passando.


Conosci quella sensazione? Quando stai solo aspettando di tornare a casa, in camera tua, chiudere la porta, buttarti sul letto. Soltanto lasciarti fuori tutto quello che hai tenuto per tutto il giorno. Quella sensazione di disperazione.
   
Sei stanco. Stanco di tutto. Stanco di niente.Vuoi solo qualcuno che stia lì e ti dica che va bene.
Ma non ci sarà nessuno. Lo sai che devi essere forte per te stesso, perché nessuno può aggiustarti.
Ma sei stanco, stanco di essere forte. 

Per una volta vorresti solo che fosse facile. Vuoi che sia semplice. 
Essere aiutato. Essere salvato.
Ma sai che non succederà.

Ma stai ancora aspettando, ancora desiderando.

E stai tenendo duro, e stai combattendo con le lacrime negli occhi.


Stai combattendo.


- Anonimo

martedì 7 gennaio 2014

Il momento dell'umiliazione.


 A mali estremi, estremi "rimani".
Cecily  (utente twitter @CeciliaSeppia)  

Dovrebbero togliermi il cellulare dalla mezzanotte in poi. Perché a quell'ora iniziano a farsi sentire tutte le mancanza. E i messaggi che si inviano da quell'ora in poi sono troppo veri, troppo dolorosi per essere inviati.
Finisce che me ne pento. E che non dormo più
 — Francesco Roversi

Mi hai detto di lasciarti stare. Scusa, non mi assento tanto bene.
DavideR (utente twitter @xdaver)
Il momento in cui si fa "l''ultimo tentativo", pur sapendo che è una causa persa. Fossimo in un film sarebbero le scene più romantiche, quelle che emozionano e ti fanno cercare in borsa i fazzolettini di carta.
Nella vita reale queste scene fanno schifo, perché chi non ama è un po' infastidito e chi sta elemosinando attenzione si sente umiliato e ferito.
Indispensabile la vicinanza di un amico o di una persona cara che ci impedisca almeno di renderci irrimediabilmente patetici. Non è un compito facile, perché anche una persona dotata di buona volontà non può sorvegliarvi di continuo. In genere dopo che costui/costei avrà tentato di tutto per convincervi di una certa cosa, voi vi mostrerete persuasi e sereni e, soltanto a distanza di poche ore, commetterete esattamente la sciocchezza che avreste dovuto evitare.
Ci sta. Va bene anche questo, se serve a raggiungere il punto più basso da cui cominciare a risalire la china.
Come una barca incagliata in una secca inizia a muoversi impercettibilmente con l'alzarsi della marea, così ricomincia a procedere il corso delle vostre vite; dopo che per un periodo di tempo indefinito (che a voi è sembrato intollerabilmente lungo) siete rimasti come criogenizzati nel giorno della marmotta.

lunedì 30 dicembre 2013

Dilaga il dolore.

Ho sassi nelle scarpe e polvere sul cuore, freddo nel sole e non bastan le parole". Vinicio Capossela

Torschlußpanik.  È il panico provato in era medievale quando il ponte levatoio si abbassava indicando un attacco dei nemici. Indica l’ansia provata quando ci si rende conto che la nostra vita va avanti e le chance di realizzare i “nostri sogni” diminuiscono ogni giorno; trasponendo questo concetto al discorso oggetto di questi ultimi post, possimo così denominare la fase più drammatica.
   È il momento in cui termina la nostra capacità di ingoiare le lacrime e il dolore inizia a tracimare. La spinta della rabbia si è esaurita, i nostri amici ritengono di aver adempiuto alla loro funzione consolatoria e si sono fatti convincere dai nostri "Sto bene!". Siamo soli, a tenerci compagnia non ci sono neanche le illusioni su cui ci siamo cullati per un po'.
   Ecco, questa è la fase peggiore. Indubitabilmente.
   La sofferenza diventa sorda, costante e scava dentro. Le giornate oscillano tra un "Vaffanculo, morisse!" e "Non posso vivere senza di lui/lei!". Tutto il resto sparisce.
  
È buio. L'alba sembra essere lontana come in una notte artica.

venerdì 6 dicembre 2013

L'ABBANDONO (4). Quando si inizia a realizzare che è finita.


La Scuola di alta formazione degli Addii presenta: "Se ti lascia, vale", tragicommedia in due atti.
(oh, beh) @elo_pix 


Da 147 giorni non mi cerchi, non mi chiami e non rispondi ai miei messaggi, mi hai bloccato su whatsapp e cancellato dagli amici su facebook: inizio a credere che tu mi voglia lasciare.
Anonimo

Dichiaro ufficialmente chiusa la stagione della caccia ai motivi.


Bis du mich vergisst
Fino al momento in cui mi dimenticherai

Bis du mich vergisst
Fino al momento in cui mi dimenticherai

Es gibt Tage, da hab ich Angst
Ci sono giorni in cui ho paura
All die Farben zu vergessen, die du mir gabst

di dimenticare tutti i colori che mi hai regalato
 

Es gibt Nächte, da lieg ich wach
Ci sono notti in cui rimango sdraiato nel letto sveglio
Und Denk an unser Versprechen, das langsam zerbrach

e penso alle nostre promesse, piano piano distrutte;
 

Das Bild an der Wand, fast weiss und leer
il quadro alla parete è quasi bianco e vuoto,
Die Geschichte die wir malten, verblasst immer mehr

la storia che abbiamo dipinto via via sbiadisce;
Es sollte bleiben, wie damals,

Sarebbe dovuta rimanere come allora,
Doch die Zeit verfärbt sie zu sehr


Ma il tempo muta troppo presto i colori

 

Ref./Rit.
Vorbei, vorbei die letzte Frage

Finito, la questione è chiusa
Und ich weiss, verloren sind die Tage

e lo so, i giorni sono (andati) perduti.
 

Es ist vorbei, ich finde neue Ziele
È passato, troverò nuovi scopi,
Wieder Frei-Ich weiss, es gibt so viele
di nuovo libero, lo so, ce ne sono tante in giro.
(sott. di persone, possibilità)
Die Vergangenheit schweigt
Il passato tace.
 


Der letzte Sommertag lag nah
L'ultimo giorno d'estate era vicino
Unsere Schatten spiegelten sich auf Regennassen Schienen

Le nostre ombre si riflettevano sui binari bagnati dalla pioggia.
 

Der Weg nach Hause war hart
Ritornare a casa è stato duro
(lett. La via verso casa è stata faticosa)
Einen ganzen Sommer lang hatten wir gesiegt(und jetzt?)

Per un'intera estate ce l'abbiamo fatta, ed ora (invece)?
 

Das Bild in der Hand war grad gemalt
L'immagine nella mia mano era appena stata dipinta
Die Wochen machten uns erwachsen, doch (Doch!)

Quelle settimane ci hanno reso adulti, sì (Sì!)
Es gab nichts wichtigeres

Non c'è niente di più importante
Als unsern letzten Tag
del nostro ultimo giorno insieme.
 

Ref./Rit.

Und jetzt denk ich zurück, und denke an dich 

E adesso guardo indietro e penso a te.
Denk an unseren Sommer und frag mich, wo du jetzt bist
Penso alla nostra estate e mi domando: dove sei ora?
Wie du jetzt bist

Come stai adesso?
Und wie du lachst, wie du weinst

Per cosa ridi, per cosa piangi?
Wie du schläfst, wie du schreist

Come dormi (duplice significato: Come fai l'amore), come urli?
Denkst du ab und zu an unsere gemeinsame Zeit?

Ripensi qualche volta al nostro tempo insieme?
 

Doch dann tauche ich auf
Allora riemergo 
(in ted. il verbo è legato al riemergere dall'acqua dopo
che si è stati in apnea)
Schnappe nach Luft, und mir wird klar
boccheggio (in cerca di aria) e mi diventa chiaro
Unsere Zeit ist vorbei
il nostro tempo è passato
Auch wenn das die beste war

anche se è stato il migliore
Und dass der Wind schon den nächsten Winter bringt

e finché il vento non porterà con sé il prossimo inverno
Ich speicher dich ab, so wie du warst

io conserverò il ricordo di te, di ciò che sei stata
Als den schönsten Sommertag
il più bel giorno d'estate.


Ref./Rit.